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PD, il programma di Schlein in 105 punti: lavoro, fisco, welfare e Ucraina

Dal discorso di Elly Schlein alla Direzione Pd emergono 105 proposte in 18 capitoli: lavoro, fisco, sanità, scuola, diritti e politica estera. Ma restano da chiarire costi, coperture e intesa con gli alleati.

Elly Schlein interviene al podio durante un evento del Partito Democratico
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Il Partito Democratico un programma ce l’ha già, anche se non è stato presentato finora come un documento organico e autonomo. Secondo quanto ricostruito da Il Foglio, la segreteria dem ha indicato nel discorso pronunciato da Elly Schlein alla Direzione nazionale del 2 ottobre la base del programma del partito. Da quell’intervento il quotidiano ha ricavato 105 proposte, organizzate in 18 capitoli: dal lavoro alla sanità, dalla scuola alla politica estera.

La ricostruzione arriva mentre il centrosinistra si prepara a discutere il programma comune della coalizione. Il documento attribuito all’agenda di Schlein offre quindi una prima mappa delle priorità del Pd, ma mette in evidenza anche le questioni sulle quali sarà necessario trovare un’intesa con gli alleati, a partire dal Movimento 5 Stelle e dalle altre forze progressiste.

Lavoro, salari e pensioni: il cuore della proposta

Tra i capitoli più rilevanti ci sono le politiche per il lavoro. Il Pd propone l’introduzione di un salario minimo legale, il rafforzamento della contrattazione collettiva, la riduzione dei contratti precari e il contrasto al part-time involontario. Nell’agenda compaiono anche l’abolizione degli stage extracurriculari gratuiti, nuove tutele per i rider e la sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Sul fronte previdenziale, Schlein indica il ripristino di Opzione donna e una garanzia pensionistica per i giovani con carriere discontinue. Per autonomi e partite Iva viene prospettato un rafforzamento delle tutele sociali. Il filo conduttore è la lotta al lavoro povero e alla precarietà, con l’obiettivo dichiarato di collegare la crescita alla qualità dell’occupazione.

Fisco, energia e imprese: le misure per la crescita

In materia fiscale, il programma propone di indicizzare gli scaglioni Irpef all’inflazione per contrastare il fiscal drag, rafforzare la progressività e combattere l’evasione. È previsto inoltre un maggiore contributo da parte delle società energetiche che realizzano extraprofitti.

Per le imprese, l’agenda punta sulla riduzione del costo dell’energia, sull’accelerazione delle fonti rinnovabili e su procedure più rapide per gli investimenti. Tra le proposte c’è un’autorizzazione unica con risposta entro 90 giorni, sul modello delle semplificazioni previste per le Zone economiche speciali. Il Pd immagina anche un ruolo più incisivo delle partecipate pubbliche nella politica industriale e strumenti per indirizzare una parte del risparmio privato verso gli investimenti produttivi.

Il capitolo economico contiene però anche uno dei principali interrogativi evidenziati dall’inchiesta del Foglio: non viene presentato un quadro complessivo dei costi delle misure né un piano dettagliato delle coperture. Il riferimento ai circa 13 miliardi del Ponte sullo Stretto e agli 800 milioni destinati ai centri in Albania non chiarisce, da solo, come finanziare l’intero insieme degli interventi strutturali.

Sanità, scuola, casa e giovani

La sanità pubblica è uno dei capitoli più ambiziosi: l’obiettivo indicato è portare la spesa al 7% del Pil, assumere medici e infermieri, rafforzare l’assistenza territoriale e domiciliare e investire nella salute mentale. Per la scuola vengono proposti libri gratuiti anche alle superiori, psicologi negli istituti, educazione all’affettività obbligatoria, più tempo pieno e interventi sugli edifici scolastici.

Per i giovani, il progetto del “diritto a restare” comprende misure su salari, innovazione, borse di studio, ricerca, casa e trasporto pubblico gratuito per gli studenti. Sul fronte abitativo, il Pd propone di recuperare gli alloggi popolari inutilizzati, rafforzare il fondo affitti e dare ai sindaci strumenti per regolare il fenomeno degli affitti brevi.

Nel capitolo sociale rientrano anche l’aumento degli asili nido, il congedo paritario retribuito al 100%, maggiori servizi per le aree interne e interventi per contrastare lo spopolamento del Mezzogiorno. La proposta ambientale comprende una legge contro il consumo di suolo, un piano contro il dissesto idrogeologico e misure per proteggere la popolazione dalle ondate di calore.

Diritti, immigrazione e riforme istituzionali

Tra le proposte sui diritti figurano il matrimonio egualitario, il riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali, una legge nazionale sul fine vita e una disciplina basata sul consenso per contrastare la violenza sessuale. Il programma affronta anche la riforma della Bossi-Fini e la necessità di vie di ingresso regolari e sicure, insieme a una maggiore condivisione europea delle responsabilità sull’accoglienza.

Sul piano istituzionale, Schlein si oppone al premierato e propone di restituire agli elettori la scelta dei parlamentari attraverso le preferenze. L’agenda comprende inoltre una riforma della Rai per garantirne l’indipendenza dai partiti e misure per tutelare il pluralismo dell’informazione.

Ucraina, Europa e difesa: il punto di distanza con il M5S

In politica estera il documento conferma il sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa e chiede una pace che non si traduca in una resa. Schlein propone un negoziatore unico europeo e una maggiore capacità diplomatica dell’Unione. La linea comprende anche il riconoscimento dello Stato palestinese e una posizione critica verso il governo Netanyahu.

È proprio sull’Ucraina che emerge una differenza politica rispetto al Movimento 5 Stelle: la linea attribuita a Schlein conferma il sostegno al paese aggredito, mentre il discorso non esplicita il capitolo degli aiuti militari, che la segretaria ha comunque ribadito in altre occasioni. Il programma critica inoltre l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil e propone una difesa europea comune, anziché 27 riarmi nazionali separati.

Il nodo delle coperture e il confronto con gli alleati

La ricostruzione dei 105 punti offre al Pd una base politica ampia, ma lascia aperte alcune domande decisive per chi dovrà trasformare le proposte in un programma di governo. La prima riguarda le risorse: molte misure hanno carattere strutturale e richiedono finanziamenti continuativi, ma non è disponibile una quantificazione complessiva dei costi e delle coperture.

La seconda riguarda la coalizione. Il programma contiene proposte che possono avvicinare il Pd al M5S, soprattutto sul welfare, sull’ambiente e sulla critica al Ponte sullo Stretto, ma anche differenze importanti sulla politica estera, sulla difesa e sulle scelte economiche. La fase dei tavoli comuni dovrà chiarire quali punti diventeranno impegni condivisi e quali richiederanno una mediazione.

Il documento, dunque, rappresenta una piattaforma di partenza e non ancora il programma definitivo del campo largo. La vera prova per Schlein sarà trasformare i 105 punti in priorità finanziate, compatibili tra loro e accettate dagli alleati. Perché indicare gli obiettivi è il primo passaggio; spiegare quanto costano e come realizzarli sarà quello decisivo.

Fonte: Il Foglio, “Sì, esiste il programma del Pd. L’agenda Schlein in 105 punti”, 7 novembre 2026. La ricostruzione delle proposte si basa sul discorso di Elly Schlein alla Direzione nazionale del Pd del 2 ottobre 2026.