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Mattarella scuote l’Europa: «La difesa comune va fatta ora»

Il presidente richiama i governi europei a uno sforzo più concreto per integrare le capacità militari e rafforzare la Nato. Sullo sfondo, le crisi internazionali e il ricordo dei quattro militari morti in Bosnia.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante un intervento pubblico
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«È necessario uno sforzo europeo più concreto e integrato». Il messaggio lanciato da Sergio Mattarella alla vigilia del 4 novembre è un richiamo diretto ai governi dell’Unione: la sicurezza del continente non può più dipendere da iniziative separate e da capacità militari che faticano a operare insieme. Per il presidente della Repubblica, l’Europa deve accelerare sulla difesa comune e, nello stesso tempo, contribuire a rafforzare l’Alleanza Atlantica.

Le parole del capo dello Stato sono arrivate al Quirinale durante la cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia. Mattarella ha indicato come priorità l’interoperabilità degli strumenti militari dei Paesi membri: sistemi, mezzi e procedure capaci di funzionare in modo coordinato, così da rendere più concreta la cooperazione europea.

La difesa europea non può più restare un progetto incompiuto

Il punto politico è chiaro: non basta parlare di una maggiore autonomia strategica se poi gli Stati continuano a muoversi con programmi, equipaggiamenti e priorità differenti. Una difesa comune richiede coordinamento, investimenti coerenti e una capacità decisionale condivisa. Senza questi elementi, l’Europa rischia di restare un gigante economico con una forza militare frammentata.

Mattarella non ha posto la difesa europea in contrapposizione alla Nato. Al contrario, ha legato esplicitamente i due obiettivi: una maggiore integrazione tra i Paesi dell’Unione deve rafforzare anche il pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica. La questione, quindi, non è scegliere tra Bruxelles e Washington, ma fare in modo che l’Europa possa assumersi maggiori responsabilità all’interno della sicurezza comune.

Un messaggio che arriva mentre le crisi si moltiplicano

Il richiamo del presidente si inserisce in un quadro internazionale segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente e dall’instabilità in diverse aree del mondo. Le crisi geopolitiche incidono direttamente sulla sicurezza europea e rendono più urgente una capacità di risposta coordinata. Per l’Italia, come per gli altri Paesi membri, la protezione del territorio e degli interessi nazionali è sempre più legata alla solidità delle alleanze e alla capacità dell’Unione di agire insieme.

Il cordoglio per i quattro militari morti in Bosnia

La cerimonia al Quirinale è stata segnata anche dal ricordo dei quattro militari italiani morti in Bosnia-Erzegovina. Mattarella ha rinnovato la vicinanza della Repubblica alle famiglie e alle Forze Armate, richiamando il valore del servizio svolto dagli uomini e dalle donne impegnati nelle missioni internazionali e nelle attività sul territorio nazionale.

Il riferimento ai caduti dà ulteriore concretezza al tema della sicurezza: dietro le strategie e gli accordi ci sono persone chiamate a operare in contesti difficili, spesso lontano dall’Italia. Il loro impegno, ha ricordato il capo dello Stato, è parte del contributo del Paese alla stabilità e alla tutela della pace.

Più forza, ma nel rispetto della Costituzione

Il rafforzamento delle capacità militari, nella prospettiva richiamata dal Quirinale, non cancella il ruolo della diplomazia né i principi costituzionali. La sicurezza deve servire a proteggere la libertà, il diritto internazionale e le condizioni che rendono possibile la pace. È un equilibrio decisivo nel dibattito europeo: costruire strumenti di difesa credibili senza trasformare la cooperazione militare in una logica di contrapposizione permanente.

Il messaggio di Mattarella va dunque oltre la ricorrenza del 4 novembre. L’Europa è chiamata a passare dalle dichiarazioni ai fatti: mettere in comune capacità, rendere compatibili gli strumenti militari e assumersi una responsabilità maggiore per la propria sicurezza. La difesa comune, nelle parole del presidente, non è un’alternativa all’Alleanza Atlantica, ma una condizione per rendere più solido il contributo europeo. La domanda ora riguarda i governi: saranno pronti a trasformare questo richiamo in decisioni concrete?

Fonti: dichiarazioni del presidente Sergio Mattarella alla cerimonia al Quirinale per le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia, 3 novembre 2026; resoconto Askanews ripreso dalla stampa.