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E se Renzi corresse alle primarie, visto lo stallo al centro del Campo largo?

Renzi potrebbe rientrare nella partita per la leadership del centrosinistra. Scalfarotto e Nobili ribadiscono che Italia Viva non teme né le primarie né una corsa autonoma.

Matteo Renzi durante un evento pubblico con bandiere di Italia Viva sullo sfondo
Curiopop · Informazione, senza rumore.

Matteo Renzi potrebbe scendere in campo alle primarie del centrosinistra, mentre il Campo largo resta bloccato sulla scelta della leadership. È la domanda rilanciata da Il Foglio: una candidatura dell’ex presidente del Consiglio potrebbe rimescolare gli equilibri della coalizione e aprire una sfida diretta tra le diverse anime dell’opposizione.

Nel retroscena riportato dal quotidiano, Italia Viva lasciava aperte diverse possibilità. Ivan Scalfarotto rivendicava il peso dei numeri e assicurava la presenza del partito nella partita: «Parlano i numeri. E comunque ci saremo».

Italia Viva non esclude la corsa autonoma

Un ulteriore elemento arriva dalle dichiarazioni raccolte nella ricostruzione pubblicata da Il Foglio. Scalfarotto descrive la posizione del partito come «zen», ma chiarisce che non c’è timore di affrontare una strada autonoma. Anche Nobili conferma che Italia Viva non ha paura né di andare da sola né di presentarsi alle primarie.

È un messaggio che va oltre la disponibilità a partecipare a una consultazione: Renzi e i suoi vogliono restare dentro la partita sulla leadership, ma non intendono accettare un ruolo marginale. Se il confronto nel centrosinistra dovesse restare bloccato, l’ipotesi di una candidatura autonoma potrebbe diventare una leva negoziale, oppure trasformarsi in una scelta concreta.

Il Campo largo cerca ancora una leadership

Il nodo non riguarda soltanto il nome del candidato premier, ma il metodo con cui arrivare alla scelta. Partito democratico, Movimento 5 Stelle e forze centriste devono conciliare identità, programmi e ambizioni diverse. In questo scenario, una candidatura di Renzi costringerebbe gli alleati a misurarsi apertamente sul consenso e sul peso dell’area riformista.

Italia Viva punta a mantenere uno spazio autonomo nel centrosinistra e a incidere sulle decisioni della coalizione. Le primarie potrebbero diventare lo strumento per misurare quel peso, ma anche un passaggio capace di far emergere le divisioni che finora hanno rallentato la costruzione di un progetto comune.

Una candidatura che cambierebbe gli equilibri

Un’eventuale discesa in campo di Renzi riporterebbe al centro il profilo riformista e il rapporto tra le diverse componenti del centrosinistra. Per gli alleati si aprirebbe un bivio: trovare un’intesa preventiva sulla leadership oppure affidare la scelta agli elettori attraverso le primarie, accettando il rischio di una competizione interna molto dura.

La posizione espressa da Italia Viva mette quindi sul tavolo due possibilità: partecipare alla selezione del candidato comune oppure rivendicare una strada distinta. In entrambi i casi, il partito di Renzi manda un avvertimento agli alleati: la partita non può essere decisa senza considerare il suo peso politico.

Fonte: Il Foglio, post e dichiarazioni riportati nella schermata condivisa; ricostruzione e contesto politico a cura di CurioPop.