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Conte punta sul «Reddito 2.0»: il M5S vuole inserirlo nel programma del campo largo per il 2027

Il Movimento 5 Stelle rilancia il sostegno al reddito in vista delle elezioni 2027: platea più ampia, nuove politiche attive e un costo stimato tra 9 e 10 miliardi l’anno. La proposta sarà discussa con gli alleati del Campo largo.

Giuseppe Conte parla a una platea durante un incontro del Movimento 5 Stelle
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Il Movimento 5 Stelle rilancia il sostegno al reddito e punta a trasformarlo in uno dei capitoli centrali del programma del Campo largo per le elezioni politiche del 2027. La proposta si chiama “Reddito 2.0” e nasce con l’obiettivo di ampliare la platea delle persone aiutate, rivedendo allo stesso tempo i percorsi di formazione e di reinserimento nel lavoro. Giuseppe Conte ha confermato che il tema sarà portato al tavolo di confronto con le altre forze progressiste.

«Il reddito va assolutamente rivisto in modo che sia veramente utile per chi è realmente in difficoltà», ha dichiarato Conte il 3 novembre, spiegando che il Movimento ha elaborato una proposta articolata sulla base dell’esperienza maturata con la precedente misura. Il leader M5S sostiene che l’attuale Assegno di inclusione abbia ristretto il sostegno rispetto al vecchio Reddito di cittadinanza. Il progetto, però, dovrà essere discusso con gli alleati e definito nei dettagli: non esiste ancora una misura approvata né un testo definitivo condiviso dalla coalizione.

Che cosa prevede il Reddito 2.0

La proposta pentastellata punta a una revisione complessiva dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro, i due strumenti introdotti dopo il superamento del Reddito di cittadinanza. L’idea è tornare a una protezione più ampia contro la povertà, evitando che una parte delle persone in difficoltà resti esclusa in base alla distinzione tra beneficiari considerati occupabili e non occupabili.

Il nuovo impianto dovrebbe affiancare al sostegno economico politiche attive più efficaci. Tra le ipotesi indicate dal M5S ci sono il rafforzamento della formazione, un maggiore coinvolgimento delle agenzie per il lavoro, delle imprese e dei Comuni e una piattaforma informatica capace di incrociare domanda e offerta. L’obiettivo dichiarato è rendere più concreti i percorsi di accompagnamento al lavoro, superando le difficoltà che hanno caratterizzato in passato il coordinamento tra livello nazionale e Regioni.

Il costo: servirebbero altri 3-4 miliardi l’anno

La stima economica circolata in queste ore colloca il fabbisogno complessivo della misura tra i 9 e i 10 miliardi di euro all’anno. Secondo le cifre attribuite al progetto, tra i 5 e i 6 miliardi sarebbero già assorbiti dalle risorse destinate agli strumenti attuali; per ampliare la copertura e riformare il sistema occorrerebbero quindi ulteriori 3-4 miliardi annui. Si tratta di una stima preliminare, non ancora accompagnata da una relazione tecnica pubblica e definitiva.

Il Movimento collega la proposta alla dimensione della povertà in Italia. Nelle dichiarazioni pubbliche, Conte ha richiamato la presenza di milioni di persone in condizioni di povertà assoluta o relativa. Anche il capodelegazione M5S al Parlamento europeo, Pasquale Tridico, ha sostenuto la necessità di ampliare la platea dei beneficiari e di investire sui servizi che dovrebbero favorire l’incontro tra lavoratori e imprese.

Il Campo largo: apertura, ma la trattativa è appena iniziata

Il Reddito 2.0 è destinato a diventare uno dei temi più delicati del confronto tra M5S, Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e le forze centriste. Dal Pd è arrivata una disponibilità di principio, mentre Italia Viva ha manifestato un’apertura accompagnata da riserve e dalla richiesta di evitare abusi e distorsioni. Avs insiste su una forma di sostegno più ampia, legata al contrasto della precarietà e dei salari insufficienti.

La convergenza, dunque, non è ancora un accordo. Restano da chiarire platea, requisiti, importi, durata, controlli e soprattutto le coperture finanziarie. Il tema si intreccia inoltre con altre proposte economiche che i partiti stanno portando al tavolo, dal salario minimo alla fiscalità sulle grandi ricchezze.

Una vecchia bandiera che torna nella sfida del 2027

Per Giuseppe Conte il ritorno di una misura universale di contrasto alla povertà rappresenta anche il recupero di una delle principali identità politiche del Movimento 5 Stelle. Il Reddito di cittadinanza fu una delle misure simbolo dei governi guidati dallo stesso Conte; oggi il M5S prova a riproporne una versione aggiornata, facendo tesoro delle criticità emerse e promettendo un legame più efficace con il lavoro.

La partita, però, si giocherà su due piani: convincere gli alleati del Campo largo e dimostrare che la nuova misura può essere sostenibile, controllabile e capace di raggiungere davvero chi è in difficoltà. Il Reddito 2.0 è entrato nel dibattito politico per il 2027. Per diventare una proposta comune dovrà ora superare il confronto sui numeri e sulle regole.

Fonti: dichiarazioni di Giuseppe Conte riportate da Adnkronos il 3 novembre 2026; ANSA; Open; Fanpage.it. Le cifre sui costi sono stime preliminari attribuite alla proposta M5S.